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Abbiamo sentito dire a una giovane scrittrice: «Non mi interessa il femminismo filosofico né la letteratura femminista del passato. Il femminismo è un’altra cosa». Troppo facile liquidare così una storia che riguarda tutte e senza la quale non saremmo qui, non trovi anche tu?
Va fatto uno sforzo, una fatica del concetto.
È vero, la storia del femminismo può sembrare una sorta di spazio remoto, buio, senza confini, pieno di insidie come buchi neri, una galassia di concetti difficili da comprendere. Solo perché della produzione femminile si è da sempre parlato e si continua a parlare troppo poco, spesso in modo distorto.
Per questo, con il progetto Feminist publishing vogliamo definire una mappa che renda percorribile e addirittura confortevole quello spazio, cavalcando l’onda della nostra guida per femministe in erba Feminist you e delle pubblicazioni delle grandi maestre che abbiamo realizzato fin qui.
Intendiamo raccogliere e ordinare il patrimonio di invenzione femminile che abbiamo ricevuto in eredità pubblicando nuovi sorprendenti inediti delle donne che ci hanno precedute. Vere icone pop: glam come Cara Delevigne, esplosive come PJ Harvey, brillanti come Hedy Lamarr, leggendarie come Valentina Tereškova, perché senza di loro, senza il simbolico e il linguaggio che hanno composto per noi, non ci sarebbero astronaute né rockstar, oppure ci sarebbero, ma le racconteremmo nel modo sbagliato. E sarebbe come se non ci fossero.
Per noi essere femministe vuol dire ringraziare ogni giorno le donne che ci hanno precedute. Ecco perché ti raccontiamo le loro storie.
Arricchiremo il catalogo di testi bilingue per allargare la cerchia delle nostre lettrici a quelle che lavorano dalla mattina alla sera e hanno voglia di imparare una lingua in modo divertente, alle studentesse più rigorose, alle donne che ancora non parlano italiano, insomma: a tutte. È anche un modo per soddisfare le vere cultrici, curiose di sapere come Charlotte Brontë abbia espresso esattamente il proprio fastidio per Jane Austen, quali parole abbia impiegato George Sand per lamentarsi di come il pusillanime Chopin le abbia rovinato le vacanze e quante volte Mary Wollstonecraft abbia urlato la propria frustrazione tra le righe, ogni volta sul punto di farla finita.
Tieniti pronta, feminist your readings!

 


 

 

 

Inserito il:02/03/2018 10:46:25
Ultimo Aggiornamento:02/09/2019 07:38:28
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